I cambiamenti per l’ecommerce transfrontaliero letti attraverso i nostri articoli più cliccati nel 2021

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Gennaio 20, 2022

I cambiamenti per l’ecommerce transfrontaliero letti attraverso i nostri articoli più cliccati nel 2021
Negli ultimi mesi sono state annunciati molti cambiamenti che tra il 2021 e il 2022 modificano il commercio elettronico transfrontaliero nell'Unione Europea.Cambiamenti legati ad un mutato quadro normativo, alla Brexit, che nel corso di quest’anno si farà sentire in modo più marcato, ma anche alle nuove tecnologie e ad un’evoluzione delle abitudini di acquisto online dei consumatori di tutta Europa.Per accompagnare le aziende nei cambiamenti che dovranno apportare nella gestione delle loro vendite online nei mercati dell'Unione Europea, e aiutarle ad avere successo, abbiamo compilato gli articoli più rilevanti per l'anno 2021. 

1. Whitepaper: cosa devi sapere se hai un ecommerce transfrontaliero in Unione Europea



Nel vecchio continente il 2020 ha rappresentato una sorta di anno 0 delle vendite online e gli esperti stimano che entro il 2022 queste varranno ben 245 miliardi di euro circa. Per poter sfruttare al meglio questa enorme opportunità e vendere online con successo anche oltre i confini nazionali, ci sono dei fondamentali da considerare. Centrale è la logistica, in relazione alla quale è bene fare una scelta tra una rete logistica decentralizzata e un magazzino centrale e poi valutare anche la modalità e i tempi delle spedizioni e dei resi, insieme all’importanza del tracking; sarà necessario prevedere più metodi di pagamento, alcuni dei quali locali, così come il customer care dovrà essere multilingua e multicanale. Infine, negli ultimi anni ci sono state importanti novità che non possiamo non tenere a mente: il covid ha rivoluzionato il rapporto tra retailer tradizionale e retailer online, facendo affermare una strategia omnicanale e la Brexit ha cambiato le regole e la tassazione per le esportazioni in UK.

Scarica il whitepaper Guida all’Ecommerce Cross Border in Unione Europea per saperne di più. 

2. 5 metodi di pagamento che ogni e-shop dovrebbe avere



L’aumento del volume degli acquisti online degli ultimi tempi ha portato ad un progressivo abbandono dei pagamenti in contanti, un tempo scelti da molti anche per l’e-commerce attraverso il contrassegno, con un progressivo incremento nell’utilizzo della moneta elettronica. Negli ultimi due anni si è ridotto sempre più il ricorso ai contanti e abbiamo visto la nascita di modalità di pagamento digitale innovative, grazie allo sviluppo di nuove tecnologie. Tra le più popolari da introdurre al fianco della tradizionale carta di credito troviamo, quelle che consentono un pagamento posticipato o rateizzato senza interessi, come Scalapay o Klarna, o che ne semplificano e accelerano il processo, come Satispay, Sofort e Amazon Pay. Sicurezza nella transazione, semplicità, rapidità della procedura e trasparenza nelle voci di costo che portano all’ammontare finale sono le parole d’ordine degli e-payment odierni.



Leggi l'articolo 5 Metodi di Pagamento cool che ogni eshop dovrebbe avere.

3.  Amazon vs e-shop: come vincere la sfida contro il Golia dell’ecommerce


Quando parliamo di acquisti online, viene subito in mente Amazon e il suo predominio globale. Questo significa che il proprio e-shop non può nulla e bisogna passare necessariamente per il marketplace? Assolutamente no. In Europa, infatti, il mercato è estremamente eterogeneo, a partire da lingua e valuta, e offrire una shopping experience standardizzata non è la soluzione migliore. Meglio offrire esperienze di acquisto personalizzate e semplici per l’utente, con una comunicazione chiara e trasparente, che includa tutte le informazioni importanti. Senza dimenticare l’importanza di programmi di loyalty, e l’attenzione alle spedizioni, che devono essere rapide ed economiche (meglio ancora se gratis). Un capitolo a parte, i resi, su cui si gioca il vero successo di un ecommerce.

Leggi l'articolo completo Amazon vs eshop: Come vincere la battaglia contro il Golia dell’ecommerce?

4.  Rivoluzione IVA: cosa è cambiato



Il 1° luglio 2021 è entrato in vigore il nuovo regolamento dell’IVA nell’Unione Europea che ha esteso lo schema MOSS (Mini-One-Stop-Shop) a tutte le vendite B2C. È un cambiamento significativo che promette di semplificare la complessità degli ecommerce. La nuova soglia stabilita è di 10mila euro annui. Ciò significa che entro questa cifra, è possibile continuare ad operare con la p.iva nazionale, mentre al di sopra di questo limite, i venditori dovranno applicare le regole e le aliquote IVA locali o adeguarsi all’OSS. Cosa cambia per i rivenditori? Per chi ha un volume di vendite fino a 10mila euro, nulla, così come per le grandi aziende che avevano già magazzini nei vari paesi in cui operano. Ad essere toccate, quindi, saranno principalmente le aziende con volumi di vendita medi, che dovranno scegliere se aprire la partita IVA nei paesi di destinazione della vendita o aderire all’OSS. A partire dal 1° luglio, poi, è stato introdotto anche un altro regime, l'IOSS, Import One Stop Shop, che copre tutte le merci importate di valore inferiore a 150 euro. 

Scopri di più in Rivoluzione IVA, non è tutto oro quello che luccica.

5.  Nuovo regolamento IVA in Europa, la parola all’esperta



Il nuovo quadro normativo nasce per semplificare il panorama fiscale, ma quali sono i risvolti operativi di questa rivoluzione? L’intervista all’avvocata Veronica Comito, consulente legale di Go Global Ecommerce, risponde a queste e altre domande sulle applicazioni pratiche del nuovo regolamento. Ma quali sono i vantaggi e gli svantaggi? “Il pro è senz’altro rappresentato dalla  semplificazione delle procedure - racconta Comito - per alcune aziende che superano la soglia dei 10mila € di fatturato per le transazioni B2C transnazionali e che potranno evitare di aprire la partita IVA nei paesi europei di destino della merce. Lo svantaggio potrebbe esserci per i regimi fiscali agevolati o forfettari che, se si iscrivono all’OSS, dovranno farsi carico dell’IVA secondo le regole del paese di destino. Per quanto riguarda le operazioni di importazione da paesi extra-UE che si avvalgono del sistema IOSS può essere positiva la semplificazione dell’operazione di vendita B2B, tra fornitore e marketplace, mentre su quest’ultimo inizieranno a gravare tutti i vari adempimenti IVA, anche se in maniera semplificata”. 

Scarica il rapporto completo  Cambia il regolamento IVA in Europa, parola all’esperta.

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